L’antico rituale della sedia di paglia

Pubblicato 27/05/2013 da cartomanziaeritualibyrosy

L’antico rituale della sedia di paglia

 

E’ un rituale abbastanza sconosciuto, praticato nel profondo sud, particolarmente nelle aree del beneventano, del napoletano e in alcune zone di Potenza e Matera.
E’ conosciuto come rito con la sedia di paglia, o meglio “vota seggia” o “vutate e seggie”: pratica antichissima usata sia in ritualistica d’amore, sia nella ritualistica generale.
Le “fattucchiere” napoletane ben conoscono questo rituale che usano spesso come “rafforzativo” di altri rituali.
Consiste nel far roteare velocemente la sedia tenuto per un pomello nel palmo della mano mentre la sedia è poggiata su un solo piede.
Occorre un abilità non indifferente non solo nel far roteare la sedia a determinate velocità, ma nel tenere a mente il numero di giri mentre si recita mentalmente o a voce bassa le antichissime formule.
La sedia in questione deve essere una di quelle con il sedile rigorosamente impagliato, di paglia per intenderci.
Ma c’è un altra caratteristica che imprime un valore esoterico all’insieme: la sedia deve provenire da un Sagrestia o da una Chiesa. Questa è una condizione indispensabile, senza la quale il rituale perde della sua carica esoterica.
Non solo, ma su quella sedia, che sarà conservata sempre capovolta e a terra, non dovrà non solo non sedersi mai nessuno, ma non potrà essere utilizzata per più di un rituale per volta se si tratta di un rituale d’amore.
Altra caratteristica è quella che prevede l’uso di una forchetta che alla fine delle “girate” (votate) la fattucchiera andrà ad infilare con forza nella paglia mentre si sarà lasciata cadere la sedia.
Questo rituale in pratica consiste nel far roteare la sedia fissando il pensiero sulla persona oggetto del rituale, mentre si recitano le formule, rigorosamente segrete.
Dicevamo che il rituale è utilizzato come rituale magico d’amore: in realtà il vero e proprio “volt” è rappresentato dalla sedia che la forza di volontà e del pensiero della fattucchiera “carica”. E’ praticamente un “influenzare” un “intervenire” sulla “volontà” della vittima in modo che questa “ubbidisca” allo scopo per cui vengono fatte le votate.
Questo rituale viene praticato soprattutto di notte, quando le difese della “vittima” sono deboli, perchè il soggetto riposa o è in piena stanchezza psichica.
Il numero delle volte che viene fatta girare la sedia non ha importanza, ha importanza il numero delle volte che viene recitata la formula e la velocità con cui gira sotto il palmo della fattucchiera. Più veloce girà, più il rituale sarà efficace.
E dal modo in cui cade, o se la sedia sfugge dal palmo della mano, che la fattucchiera interpreta come segni della riuscita del rituale.
Dalle fattucchiere più esperte viene praticato al lume di candela e con particolari incensi.
Il rituale potrà così continuare per giorni e giorni.
Oltre che nei rituali di magia d’amore, il rituale della sedia di paglia, è utilizzato anche nei rituali di “separazione”, oppure nei rituali dove si vuole “confondere” o “condizionare” la vittima.
Nell’antichissima tradizione partenopea le “votate e seggie” assumono un particolare significato: spesso è unito al rituale del cerone accesso davanti all’immagine di Sant’Antonio Abate capovolto.
In effetti è ascrivibile sicuramente nella ritualistica di “magia nera” e in quelli tra i più misteriosi e potenti.
Basta leggere infatti alcune delle tremende formule recitate per rendersi conto subito che c’è l’invocazione a forze negative.
Alcune fattucchiere partenopee giurano di aver fatto impazzire le persone con questo strumento.
“Vota seggia, vota legno, vota paglia…” inizia così una delle più antica litanie che accompagnano questo rituale. Parole che seguono poi tremende e si sfilano veloci al girare vorticoso della sedia.
A detta di molti è un rituale in grado si svegliare persone dal sonno, di renderle insonni, di far pensare cose che non si penserebbero mai.
Le antiche formule, custodite gelosamente, giurano le fattucchiere funzionano solo se la sedia è di rigorosa provenienza“ecclesiastica”, cioè da una Chiesa o dalla sua sagrestia.
E una serie di questi “richiami” dura svariati giorni. Alcune fattucchiere la praticano anche tre volte al giorno per un novenario.
Il più stretto riserbo circonda questa pratica, soprattutto in chi la richiede.
E a chiedere se funziona, in chi l’ha utilizzata, la risposta è un largo sorriso di soddisfazione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: