sigillo e sigillazione (parte 2 )

Pubblicato 16/02/2017 da cartomanziaeritualibyrosy

Cari lettori, tempo fa mi fu spedito via web da una mia affezionata cliente\amica questo articolo trovato in rete che spiega cosa sia e come si utilizzano i sigilli e le sigillaizoni.Ve lo posto per intero sperando che possa tornarvi utile . un abbraccio.

L’utilizzo del sigillo nell’esoterismo è fra le pratiche più antiche, se non la più antica di tutte.
Il sigillo altro non è che un simbolo grafico, un glifo, al quale si attribuiscono determinate valenze energetiche o determinati principi; il modo per comprendere e far lavorare questi segni è del tutto subcosciente (per altri supercosciente… dipende dalla scuola di pensiero che si segue…): quando noi vediamo un sigillo il nostro subconscio lo elabora e lo riconduce a quel particolare status che esso rappresenta. La nostra mente gli da un valore.
Un sigillo è, ad esempio, la “M” di McDonalds, la “S” di Superman, oppure è il disegno del cuore usato per simboleggiare l’amore ed è lo Smile che simboleggia il sorriso; può essere il simbolo dell’euro e del dollaro e può essere anche un logo qualsiasi di un gruppo musicale o altro.


A livello esoterico il sigillo si può trovare nei simboli planetari o altrettanto palesemente lo si può notare con le lettere dell’alfabeto… eh si… le lettere sono sigilli… e in certi casi anche Egregori o Godform!
Nelle lingue contemporanee questa associazione fra sigilli e lettere dell’alfabeto non si nota perché molta della consapevolezza antica è andata perduta, in oltre sono entrati in gioco fattori quali l’evoluzione della lingua… poi ci si aggiunge l’ignoranza popolare, la chiesa cattolica ed il falso sapere scientifico degli illuministi e degli scettici… è normale che ora certe cose non si sappiano o non si notino…

Gli antichi non hanno creato le parole a caso e a seconda di come gli piaceva il suono, affermare una cosa del genere è del tutto puerile e dimostra ignoranza.
Secondo la Cabala, ad esempio, ogni lettera ebraica esprime un principio energetico ben preciso ed è riconducibile ad un numero; l’arte di combinare numeri e lettere per esprimere forze energetiche si chiama Ghematria.

Sulla base della precedente affermazione possiamo ipotizzare che i mistici che crearono la lingua ebraica prima osservarono il Creato, manifesto e non manifesto con tutte le energie che lo caratterizzavano, poi numerarono le singole energie per distinguerle l’una dall’altra ed in fine gli diedero un simbolo grafico ed una fonetica.
Fecero quindi una mappa delle forze cosmiche, le catalogarono e le studiarono.

In questo modo ecco che ottennero la prima lettera dell’alfabeto, la Aleph א (A) che ha un suono vocalico (anche se in ebraico non ci sono vocali precise) e rappresenta il numero 1, il principio del tutto, l’energia primordiale, il punto.
Seguendo lo stesso procedimento crearono tutte le altre andando così a creare l’alfabeto ebraico, che è composto da 22 lettere che esprimono energie archetipali.
12 rappresentano quelle dei segni zodiacali, 7 sono quelle dei pianeti principali e 3 gli elementi madre (aria, fuoco e acqua).
Queste 22 lettere rappresentano anche gli arcani maggiori nei tarocchi secondo alcune interpretazioni.

Stabilito che ogni lettera è un sigillo che richiama nella nostra mente una forza energetica ben precisa, affermare quindi che le parole siano state create illogicamente è errato perché le stesse parole, per associazione logica, sono definibili “sigilli combinati”; gli antichi saggi non avrebbero mai combinato insieme energie che non avevano rapporti l’una con l’altra, sarebbe stato inutile, ogni parola ebraica non è altro che una spiegazione di quali energie dominano l’esistenza stessa di quella data cosa alla quale ci si riferisce.
Faccio un esempio per rendere meglio il concetto.
La parola AMORE in ebraico si scrive אהבה (AHBH, gli ebrei scrivono al contrario) e si pronuncia Ahava.
Se ne deduce che l’amore esiste grazie alla combinazione delle energie א-A (1), ה-H (5), ב-B (2) e ה-H (5) e che la Ghematria di אהבה è 13.
La corrente energetica che permette all’amore di esistere è quindi la corrente energetica numero 13 (1+5+2+5).
Ora sappiamo quindi che le lettere sono sigilli in quanto, tramite il loro simbolo grafico e la loro fonetica (mantra), esprimono le energie che dominano il creato.
In più, sappiamo che le parole all’inizio si pronunciavano e si scrivevano in un certo modo perché stavano a rappresentare le correnti energetiche che ne permettevano l’esistenza.

Fatta questa lunga premessa, passiamo alla pratica.

L’arte del creare i sigilli è praticamente la stessa identica cosa che è stata fatta dai saggi per creare
le lettere ebraiche solo che, invece di identificare una energia già esistente con un simbolo grafico ed una fonetica per poterne prendere il controllo, si va a creare una Forma Pensiero, si attinge dal grande serbatoio cosmico l’energia che useremo poi per plasmare il nostro “egregore”.
Questa energia che prenderemo dal serbatoio cosmico la si indirizza a proprio piacimento grazie ad un mantra ed un sigillo.
Suono (Mantra) e simbolo (Sigillo) sono le redini che servono a gestire l’energia affinché il nostro intento diventi reale.

Sappiamo per certo che tutto è energia; all’inizio può sembrare un’affermazione dogmatica, ma la forza della magia sta nel fatto che gli iniziati, dopo aver appreso le nozioni teoriche, cominciano a sperimentarle nella loro vita quotidiana.
Se tutto è energia allora l’uomo è capace di emanare a sua volta energia; chi ha già dimestichezza con le pratiche di cui parlo sa a cosa mi riferisco, chi invece trova difficile queste due affermazioni sarebbe meglio che terminasse qua la lettura e prima di passare alla pratica della sigillazione.

Nel momento in cui io decidessi di generare una grande forza energetica e avessi l’intenzione di darle uno scopo preciso sul quale andare ad operare ecco che avrò creato una energia operante capace di intaccare la realtà.
Per poterla controllare e quindi non disperderla, non farle prendere vie errate e farla focalizzare sul suo obiettivo dovrò darle, come detto prima, un simbolo ed un suono, in questo modo avrò creato anche io il mio sigillo con il suo mantra.

Il sigillo può avere anche una sua intelligenza operante, è possibile infatti renderla ancora più complessa e trasformare un semplice sigillo in un servitore/egregore.
La differenza fra un sigillo ed un servitore sta nel fatto che pongo più attenzioni e dettagli durante la creazione quindi, oltre a dare uno scopo all’energia che genero, gli darò anche una personalità, un carattere, una forma antropomorfe o animale, stabilirò di che si deve nutrire, ecc…
Praticamente è come se creassi un personaggio dei fumetti o un figlio.
Dovrò calcolare tutto nei minimi dettagli come se si trattasse di una vita vera.

Se a creare il servitore è un gruppo, soprattutto se è qualcosa di inconsapevole e non mirata, il servitore diviene un Eggregore, classici esempi sono: “lo zio Sam” che rappresenta il patriottismo americano, tutti gli Dei dei vari Panteon (Zeus, Odino, Kali), oppure tutti i personaggi dei fumetti o dei cartoni animati (Topolino, Jack Skaletor, Lupin), oppure le Fate, i Folletti ed i Demoni.

Quello che faremo assieme è un servitore creato per difenderci dalla così detta “merda energetica” che ci viene tirata addosso o che ci tiriamo noi stessi (il 99,9% dei casi).

La prima cosa da fare è inquadrare lo scopo verso il quale decidiamo di operare e poi c’è la creazione della Forma Pensiero (FP), ovvero creare l’idea di base che permetterà in fine la messa a terra (dargli forma concreta).

La cosa migliore da fare per rendere un servitore più potente sarebbe quella di appellarsi a simboli già esistenti, il libro migliore dove prendere informazioni sulle valenze, simbologie e corrispondenze sarebbe il “777” di A. Crowley (con tutto che a me Crowley fa cagare, devo dire che il libro non è malaccio), ma non avendolo tutti a portata di mano e non essendo stato mai tradotto in italiano (fino ad oggi), per fare questo esempio di creazione ripiegherò sulle immagini più comuni nell’inconscio popolare.

La tecnica qui di seguito è una della tante che si possono usare… lasciata lavorare la vostra fantasia…

FORMA PENSIERO

Il servitore che faremo ha lo scopo di pulire, non colpire direttamente chi ci offende ne’ quella di rispedirgli le energie negative che ci spara; andremo a creare un qualcosa che dirotti direttamente sulla Madre Terra le energie sporche che ci ruotano attorno.

La prima cosa che viene in mente pensando alla parola “pulire” è un’aspira polvere, questa sarà “l’arma” che userà il nostro servitore (insieme alla paletta, alla scopa, allo spolverino e tutti gli accessori necessari per le pulizie tenute in un carrello).
All’immagine dell’aspirapolvere collego subito una donna delle pulizie o ancor meglio una di quelle signore che non possono vedere un granello di polvere per casa che immediatamente spolverano tutto.
La sua personalità sarà poco complessa, dovrà essere ligia al dovere, apprensiva e premurosa nei nostri riguardi e soprattutto maniaca della pulizia di energie sporche che poi, dopo averle raccolte o nella paletta o nel cestello dell’aspira polvere, andrà a gettarle via in un luogo lontano da noi dove la Natura le assorbirà.
Stabilito che questo servitore dovrà pulirci dalle energie negative dobbiamo comandare anche che questo compito lo dovrà svolgere sempre fino a contrordine.
Il nostro servitore dovrà starci accanto e pulirci regolarmente fino a quando non decideremo di disattivarlo facendo un bando e bruciando il sigillo (che scriveremo su pergamena/carta)… anche se il modo migliore è semplicemente quello di dimenticarsi che esista o riderci su…

L’aspetto fisico non è difficile da immaginare, classica divisa da Colf, nera con grembiulino bianco e cappelletto, età sulla 60ina, donna in carne e con i capelli bianchi, praticamente la classica tata che si vede nei cartoni animati della Disney.

L’energia per mantenersi in vita (ha bisogno di un costante nutrimento proprio come una persona) l’attingerà dalla natura stessa, chiederà gentilmente alle piante e agli alberi energia pura per il suo sostentamento in cambio dell’energia sporca che porterà da noi alla Madre Terra. Praticamente farà uno scambio equo, tanto più porterà energie nocive tanto più prenderà nutrimento; qualora ci fosse sovrabbondanza di “energia cibo” potrà metterla in delle dispense, che staranno nel piano di sotto del carrello, per poterle conservare per il futuro. Qualora ci fosse più necessità di nutrimento dovrà andare dai nostri cari e pulire anche loro per guadagnare più energie sporche da dare alla natura.

Se si crea in più persone il servitore farà da spola fra i vari operanti pulendo a giro tutti quanti.

Questa fase di pianificazione che abbiamo appena fatto è la FP.

A questo punto c’è da creare è il mantra ed il sigillo, ovvero il simbolo grafico e quello sonoro.
Per poterlo fare bisogna estrapolare dalla FP la sua essenza, il sunto di tutto, ovvero il comando base:

Pulisci le energie negative su di noi

Da questa frase riassuntiva si procederà alla creazione del mantra (suono)
E’ molto facile, basta scomporre in sillabe il comando base:

Pu li sci le e ner gi e ne ga ti ve su di no i

Poi rimontarlo a caso creando delle parole senza senso e che non ricordino minimamente lo scopo:

Scilenovee Negalipusui Edirengiti

La frase illogica che si otterrà è il mantra, ed una ripetizione ossessiva fino al perdere completamente ogni senso ed ogni forma servirà a generare energie.

Il sigillo si forma trovando il numero di appartenenza dell’energia creata.
Per trovarlo bisogna togliere dal comando base tutte le vocali e mantenere solo le consonanti.

P L S C L N R G N G T V S D N

Dopo di che bisogna togliere le consonanti che si ripetono due volte e contare il numero delle consonanti rimaste.

P L S C N R G T V D = 10

Adesso, tramite il disegno automatico o tramite una qualsiasi altra tecnica di disegno che conoscete fate un simbolo grafico usando tanti segni quante sono le consonanti rimaste (nel nostro caso 10).
Questi segni grafici possono essere di ogni tipo: linee, curve, cerchi, tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce. Potete usare pure i pennarelli, ispirarvi agli insegnamenti di “art attack”, basta che però usiate le forbici con la punta arrotondata.

Questo simbolo grafico verrà racchiuso in due cerchi concentrici e vi si porrà all’interno della circonferenza vuota il primo pezzo del mantra, che funzionerà anche come nome del servitore (nel nostro caso è Scilenovee).
Il tutto potrà essere disegnato su un foglio (meglio pergamena) con l’inchiostro del colore che si reputa più opportuno (consiglio la scala di colori della Regina per chi usasse simbologie cabalistiche). La pergamena/foglio andrà poi custodita in un luogo sicuro.

(f.web)

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