OSHUN

Pubblicato 27/07/2017 da cartomanziaeritualibyrosy

Oshun è un importante orisha nell’ambito della mitologia yoruba, che regna sull’amore, sui fiumi, sulla salute, sulla diplomazia, sulla fertilità. È adorata anche nei culti afro-americani di derivazione africana.

Nella Santeria cubana, Oshun è soprattutto l’orisha dell’amore, del matrimonio e della maternità. la Patrona di Cuba.Eternamente allegra, viene annunciata dal tintinnare dei campanelli e dai suoi cinque bracciali. Viene invocata anche per assistere le partorienti e problemi d’amore. Oshun (detta anche la Venere africana) aveva salvato una volta l’umanità avvisando a Olofin (Dio), perciò questa potente dea è nominata anche come la messaggera di Olofin.

secondo il culto Brasiliano:

In aggiunta agli attributi precedenti, in Brasile è orisha dellaricchezza, del benessere, del bilancio. La divinità è sincretizzata con diverse Nostre Signore, a Bahia comeNostra Senhora das Candeias o Nossa Senhora dos Prazeres; nel sud del Brasile è molto diffusa la sincretizzazione con Nossa Senhora da Conceição, invece nel centro-est e nel sudest è associata alle volte alla denominazione di Nossa Senhora oppure con Nossa Senhora Aparecida.

Secondo il culto Africano:

Il suo nome deriva dal fiume “rio Osun“, che scorre nella Yorubaland (attuale Nigeria). La mitologia e la religiosità yoruba presentano Oshun come la responsabile delle forzecosmologiche, dell’armonia, dell’attrazione, e soprattutto delle forze dell’acqua; inoltre ella è onnipresente e onnipotente. Seguendo i dettami dell’antica tradizione, Oshun è stata l’unica donna inviata da Dio per creare il mondo, ecco perché viene definita “la dolce Madre di tutti noi”. (fonte wikipedia)

 

Nata dalla bocca del fiume e del mare, Oshùn è la patrona di tutte le acque, specialmente quelle dolci di fiume, sorgente e cascata, alle cui rive si può incontrarLa e venerarLa. E’ lì che Lei vive e la troviamo spesso in compagnia di Yemaya. Attraverso l’acqua insieme con il miele, di cui altrettanto è patrona, offre le sue cure e le sue guarigioni. Tra i suoi amati compiti vi è quello in special modo quello di assistere le gestanti e le partorienti. E’ la più allegra, civettuola e scanzonata di tutte, ama scherzare, giocare, truccarsi, profumarsi e guardarsi allo specchio, ed è capace di flirtare con tutti, e si dice che nessuno possa resistere al suo fascino, sia che si tratti di Orisha o di uomini.
Nondimeno ha un lato molto serio, e può essere molto combattiva, specialmente quando lotta per difendere i suoi figli. E’ molto sensuale ma anche molto sensibile e le sue benedizioni rendono la vita degna di essere vissuta.

 

Il mito
Si dice che fu la prima cuoca che gli Orisha abbiano mai avuto, ma poiché era molto distratta dovette faticare molto per essere presa in seria considerazione. Tra le tante storie che parlano di Lei, una narra che scambiò i suoi lunghi capelli con Yemayà per ottenere dei vestiti che l’avevano colpita per i colori sgargianti. Poi, con i capelli rimasti, si fece meravigliose acconciature.

In un’altra storia si narra che dovette prostituirsi per nutrire i suoi figli, e così le altre orisha glieli portarono via di casa. Allora Lei si ammalò di dolore e vestì lo stesso abito bianco per giorni e giorni, finchè questo divenne giallo. Ma Ajè-Shaluga, un altro Orisha, La vide mentre lavava il suo vestito al fiume e si innamorò perdutamente di Lei. La ricoprì di denaro e di gemme che raccolse dal fondo del fiume in cui viveva. Si sposarono e lei potè riavere i suoi figli.
Si dice soprattutto che con le sue irresistibili arti femminili sedusse Ogùn, inducendolo a uscire dal bosco, ed è così che salvò il mondo.

Iconografia 
Il suo colore è il giallo però le si attribuiscono anche i coralli i verdi. Il suo giorno è il sabato e i suoi numeri il 5, 10, 15 e 25.
Il ricettacolo è una zuppiera multicolore, con predominanza del giallo, piena di acqua di fiume con cinque otaes, che devono essere raccolte all’alba dal fondo di un fiume e se guardan en tinajas de barro.
Suoi attributi sono il legno di sandalo e la piuma di pavone reale, il ventaglio, i pesciolini, i gamberi, le conchiglie, le bottigliette, gli specchi, i gioielli, i coralli marini, e tutti gli oggetti per la bellezza femminile.
I suoi simboli sono cinque manillas, cinque odané, una mezza luna, due remi, una stella, un sole e da una a cinque campanelle. A seconda del diverso cammino, i suoi simboli possono variare. Ochún Kolé ad esempio oltre a tutto quanto detto, ha anche cinque acque, cinque spole di filo, un machete, un mortaio e una corona con ventun pezzi.
Indossa pietre gialle e ambra. Ochún Olodí, Ibú e Ochún Gumíi le indossano rosse, verde smeraldo o giallo. Ochún Ikole porta oro e ambra. Sia Ochùn che Yemayà indossano coralli.
E’ vestita con una gonna gialla ed una cintura a fascia, che sopra al ventre ha un oggetto a forma di rombo. Al bordo del vestito ha un festone di puntas con cascabelitos colgantes.
I suoi animali sono i galli, le colombe, gli iguana, jicotea, patos, chivos castrados, venados (quando era amante di Ochosi), le galline, codornices (nel cammino di Ochún Ibú Akuara), i pavoni reali, i canarini e caimani.
I cibi a Lei cari sono dolcetti di gofio con miele, mele e caramello. Arance dolci di Cina, la scarola, acelga, chayote, tamal, riso giallo e farina di mais. Ekó, ekrú y olelé con azafrán. Dolci al cocco e tutti gli altri tipi di dolci. Ochinchin è il cibo liturgico che le si offre al fiume prima dell’iniziazione di un Iyawò. Tutti i pesci e i frutti di mare, e in particolare i gamberetti, Le vengono posti come dono. Il cibo si insaporisce e guarnisce con mandorle, berro, canistel, flor de agua, espinaca, perejil, boniato e calabaza.
I suoi fiori sono il girasole, il fior di guacamole e il bottone d’oro.
I suoi profuni sono il beriberi e il sándalo.
I suoi balli sono tutti, purchè sensuali e belli. Quando si alza, ride come Yemayà ed agita le braccia per far suonare i suoi braccialetti d’oro. Le sue mani scorrono lungo il suo corpo come i torrenti e i ruscelli scorrono lungo le colline. Generalmente danza con voluttuosità e tiene le mani tese in avanti, come se implorasse, mentre fa suggestive contorsioni col bacino ed i fianchi. Vuole, esige miele Pide, símbolo della dolcezza e dell’essenza amorosa della vita.
Protegge le parti del corpo come il basso ventre e le parti genitali, il sangue, il mestruo ed ogni tipo di emorraggia.

(n.b. ** Gli Orisha sono gli spiriti guardiani. Gli Yoruba Lucumi credono in un Potere Superiore, che chiamano Olodumare. Pensano che ogni persona abbia uno Spirito Guardiano, un Orisha. Gli Orisha sono aspetti dell’EssereSupremo che si manifestano come forze di natura. Quando gli schiavi Yoruba furono portati nel nuovo mondo, essi portarono con sé le proprie credenze, e questo sistema di credenze è conosciuto con il nome di Lucumi tanto a Cuba quanto a porto Rico, sebbene ci si riferisca ad esso anche definendolo “Santeria”. In Brasile invece queste credenze passano sotto il nome di Candomble, mentre a Trinidad si chiamano Shango Battista.)

 

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