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Polvere magica per eliminare i vizi

Pubblicato 19/11/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

Polvere magica per eliminare i vizi..Potreste usarla per esempio per eliminare la dipendenza da sigarette, caffe’, dolci, alcool o qualsiasi altra dipendenza voi abbiate o che abbia un vostro caro.

Questa è una magia che ha bisogno di concentrazione, quindi cercate di lavorare in un momento del giorno o della notte in cui sapete che non sarete disturbati.. L’ orario in cui decidete di farlo è indifferente. Potrebbe essere la mattina, la notte o anche all’alba.

Preparate la polvere in luna calante, e usatela quando vi serve…

occorrente:

.Bucce di 8 uova
.Zafferano
.Pestello di legno per la macinare delle uova
.Setaccio

procedimento:

Lavarete bene le bucce d’uovo e poi mettetele in forno, in modo che si tostino un po ‘.
Circa 15 minuti sara’sufficiente..

Quindi, frantumate i gusci  con l’aiuto di un pestello e  recitate le seguenti parole rituali

 io, (nome)
Chiedo e già ringrazio per il divieto e l’eliminazione della mia dipendenza (nome dipendenza). Che questo vizio
Sii completamente cancellato dalla mia vita.

Questa magia, può essere fatta per qualcun altro o per voi.

Fatto questo, appena tutto è ben tritato, aggiungete lo zafferano e mescolate ancora un po ‘ nel pestello poi passate il tutto attraverso un setaccio, in modo che le bucce grandi di uova siano rimosse. setacciate .

Questa polvere magica deve essere ingoiata dalla persona che desidera eliminare la dipendenza. Può essere messa nel cibo, nei succhi o in qualsiasi altra cosa.
Può essere usato al momento della preparazione del cibo e non richiede l’uso di grandi quantità. (Una tazza di tè nella preparazione del cibo è abbastanza.)

Inserire la polvere nell’alimentazione almeno una volta al giorno per tutti i giorni, fino a quando la dipendenza cessera’.

Buon lavoro. ROSY

I PATTI DI DECIMA

Pubblicato 17/10/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

I Patti di Decima vengono fatti nelle nostre vite precedenti

Si può presupporre di aver stipulato un qualche patto di Decima nelle vite precedenti quando :

-I soldi arrivano ma qualcosa sembra portarli via.

-Ti senti sempre in debito anche se non sai perché o con chi.

-Aspetti che da un momento all’altro ti arrivi un pagamento che invece non arriva mai.

-Senti che per quanti sforzi fai ti arriva sempre meno di quello che ti spetta.

-I tuoi progetti non si realizzano mai o si bloccano di continuo senza dare frutti.

Cos’è il patto di decima.

La decima, riconosciuta anche nelle pratiche spirituali o esoteriche, è la percentuale dei guadagni da destinare a Dio, sotto forma di beneficenza o offerte. E’ solo ed esclusivamente per Dio ( Non inteso come Dio della religione Cristiana – ci tengo a sottolinearo – ma come Dio unico a prescindere dalla propria religione e/o credo )

E’ il modo di riconoscere la gratitudine per ciò che ci ha dato, per l’aiuto e la guida nel raggiungere il guadagno.

E’ un modo per mettere a tacere il senso di colpa che spesso si prova nel ricevere, nell’essere felici e che ci sabota distruggendo in un attimo i risultati positivi.

E’ ciò che ci mette al riparo da inganni, maldicenze, invidie, malefici.

Per questo deve essere solo ed esclusivamente di Dio.

CHI ACCETTA DI PAGARE:

Diventa debitore per sempre, sempre si sentirà in debito.

Sempre una parte di ciò che guadagna gli scivolerà via per andare al “creditore” anche se non esiste più fisicamente e non si ricorda il patto.

Una parte, la più grossa, scivolerà via perchè niente viene riconosciuto a Dio, quindi nessun progetto va a buon fine.

Energeticamente si crea un gancio che gli porta via energia (denaro in forma sottile, eterea).

CHI ACCETTA DI RICEVERE LA DECIMA:

Si mette al posto di Dio.

Per sempre sarà costretto a prendere su di sé il destino dei suoi allievi, o delle persone che lavorano per e con lui, senza un guadagno adeguato.

Si sentirà in dovere di dare ricevendo poco indietro, sperando in maggiori guadagni futuri che non arrivano mai.

Nella speranza di ricevere ciò che gli spetta, continuerà a dare molto più di quanto richiesto, creando delle dipendenze emotive/energetiche con gli altri in questo gioco del “per sempre mi sarai debitore”.

E’ ora di ripulire questi patti che non sappiamo più di avere, così da tornare padroni della nostra energia, della nostra relazione con il denaro, e soprattutto del nostro rapporto con Dio, perché la DECIMA può e deve SOLO andare a lui.

Per sciogliere questi patti puoi chiedere l’aiuto dell’Arcangelo Michele che recida i cavi che ti vincolano alle persone coinvolte, in questa esistenza e nelle precedenti, e poi afferma con convinzione dentro di te:

Io (nome e cognome) in qualità di uomo/donna adulto/a,

Chiedo che tutti i patti di DECIMA fatti in questa esistenza, e in tutte le mie precedenti incarnazioni

dall’inizio del tempo fino ad ora,

in ogni realtà, tempo, spazio e dimensione tra i tempi,

da me, dalla mia famiglia o dai miei antenati,

vengano onoranti nel passato ma sciolti ora e per sempre,

per me e per tutte le persone coinvolte,

affinché tutte le parti vengano liberate da questo vincolo di decima,

nel nostro massimo bene supremo,

nel più alto e migliore dei modi,

e che vengano sciolte e cancellate tutte le conseguenze del patto,

in questa vita, in tutte le precedenti vite, e in tutte le vite future, mie e della mia famiglia

e che tutti i miei progetti e i miei guadagni

vengano liberati da questo debito con gli uomini

e tornino sotto la benedizione di Dio

con tutta la mia gratitudine.

Chiedo che questo venga fatto ora, per sempre e per l’eternità,

con l’aiuto dell’Arcangelo Michele.

Grazie

E’ fatto

E’ fatto

E’ fatto

Sono libero.

Questa liberazione dal patto di decima si può fare una volta sola se senti che ti arriva nel profondo, oppure ogni giorno, finché non senti che qualcosa avviene in te.

Non sempre si è pronti a lasciare andare l’attaccamento alla povertà perché per l’ego è un’identificazione potente.

La decima è un tributo di un “decimo”, che è esistito fin dall’antichità.

Nell’antica Roma, era la decima parte del reddito che l’agricoltore doveva all’erario come imposta.

Nella Bibbia, la decima (in ebraico מעשׂר, ma‛ăśêr, in greco δεκάτη, dekatē) era una tassa imposta sugli agricoltori e allevatori di bestiame della decima parte dei prodotti del suolo e del gregge per sostenere i Leviti e i sacerdoti. (Levitico, 27:30-32).

Alcuni affermano che la decima era già praticata in tempi antichissimi come segno di riconoscenza a Dio dal quale proviene ogni cosa (Genesi, citando gli episodi di Abramo e Melchisedek e il voto di Giacobbe in Genesi capitoli 14 e 28 14:20; 28:22). Comunque, nel episodio di Genesi 14, Abramo diede la decima parte del bottino di guerra a Melchisedek, non della sua proprietà personale, e inoltre restituì il 90% del bottino al re di Sodoma.

(Genesi 14:21-24 “Poi il re di Sodoma disse ad Abramo: «Dammi le persone, e prendi i beni per te». 22 Ma Abramo rispose al re di Sodoma: «Ho alzato la mia mano all’Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra, 23 che non avrei preso niente di ciò che ti appartiene, neppure un filo o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: “Io ho arricchito Abramo”. 24 Non prenderò nulla per me ad eccezione di ciò che hanno mangiato i giovani e la parte che spetta agli uomini che sono venuti con me: Aner, Eshkol e Mamre; lascia che essi prendano la loro parte».”)

Non c’è nessun passo della Bibbia che dice che Abramo diede “la decima” parte della sua proprietà a qualcuno. Inoltre, il voto di Giacobbe è il contrario di ciò che alcune denominazioni cristiane insegnano: invece di dare la decima parte della sua proprietà prima di ricevere le benedizioni di Dio, Giacobbe giura che soltanto se Dio l’avrà benedetto e riportato a casa di suo padre, solo allora avrebbe dato la decima a Dio.

“Genesis 28:2-220 Poi Giacobbe fece un voto dicendo: «Se DIO sarà con me e mi proteggerà durante questo viaggio che faccio, se mi darà pane da mangiare e vesti da coprirmi, 21 e ritornerò alla casa di mio padre in pace, allora l’Eterno sarà il mio DIO; 22 e questa pietra che ho eretta come stele, sarà la casa di DIO; e di tutto quello che tu mi darai io ti darò la decima».”

Leggiamo in Genesi 32:13-15 che dopo 21 anni Giacobbe lascia la casa dello zio Labano molto benedetto con mogli, figli e animali ma da nessuna parte troviamo che Giacobbe abbia adempiuto il suo voto: nemmeno a chi avrebbe potuto dare la decima come rappresentante di Dio.

Il Deuteronomio insiste su questo carattere di riconoscenza, manifestato anche dal gioioso banchetto che ne accompagnava la presentazione (Deuteronomio, 12:18; 14:22-26; 12-15).

Le decime servivano a provvedere alle necessità del culto nel tempio ed erano concesse in proprietà ai Leviti (Numeri, 18:20-24). Questi, a loro volta, davano ai sacerdoti la decima di quel che possedevano (Numeri, 18:25-28; Neemia 10:37,38). Così, però, la decima perde il suo carattere di sacrificio di riconoscenza.

Nel Giudaismo la decima diventa oggetto di minuziose prescrizioni, cui i Farisei davano grande importanza. Gesù predica contro l’ipocrisia di pagare la decima della menta, dell’aneto e del comino e trascurare lo spirito dei precetti religiosi (Matteo, 23:23; Luca, 18:12).

Nella chiesa apostolica non si trovano esempi di contributi ecclesiastici fissi ed obbligatori, ispirati all’antico uso delle decime.

in Atti 2 si dice invece che le prime comunità cristiane mettevano in comune tutte le proprietà non solo la decima del loro guadagno.

Non vi è nessun esempio nel Nuovo Testamento di cristiani sotto il Nuovo Patto che osservano la legge della decima. In un testo extra-biblico chiamato “didachè” [1] troviamo dei consigli dati ai destinatari dello scritto di prendere “le primizie di tutti i prodotti del torchio e della messe, dei buoi e delle pecore e [darle] ai profeti, perché essi sono i vostri Sommi Sacerdoti”.

«

Ogni vero profeta che vuole stabilirsi presso di voi è degno del suo nutrimento.

Così pure il vero insegnante è degno, come l’operaio, del suo nutrimento.

Prenderai perciò le primizie di tutti i prodotti del torchio e della messe, dei buoi e delle pecore e le darai ai profeti, perché essi sono i vostri Sommi Sacerdoti.

Se però non avete un profeta, date ai poveri.

Se fai il pane, prendi la primizia e dà secondo il precetto.

E così, se apri un’anfora di vino o di olio, prendi le primizie e dalle ai profeti.

Del denaro, del vestiario e di tutto quello che possiedi, prendi poi le primizie come ti sembra più opportuno e dà secondo il precetto. »

(Didachè, cap. 13)

È importante non confondere “le primizie” con “le decime”: le prime erano un’offerta di una piccola parte del raccolto non legata al concetto di una percentuale dell’intero raccolto. È interessante che né il pastore, né l’apostolo, né l’evangelista vengono menzionati qui; soltanto profeta e insegnante e la quantità è stabilita con l’espressione “come ti sembra più opportuno” (13:7). Inoltre la Didachè aggiunge: “Se però non avete un profeta, date ai poveri.” (Didachè 13:4)

Altri passi della Didachè sul dare includono:

« Se grazie al lavoro delle tue mani possiedi (qualche cosa), donerai in espiazione dei tuoi peccati. Darai senza incertezza, e nel dare non ti lagnerai; conoscerai, infatti, chi è colui che dà una buona ricompensa. Non respingerai il bisognoso, ma farai parte di ogni cosa al tuo fratello e non dirai che è roba tua. Infatti, se partecipate in comune ai beni dell’immortalità, quanto più non dovete farlo per quelli caduchi? »

(Didachè, cap. 4:6-8)

« Se qualcuno dicesse per ispirazione: dammi del denaro o qualche altra cosa, non gli darete ascolto; ma se dicesse di dare per altri che hanno bisogno, nessuno lo giudichi. »

(Didachè, cap. 11:12)

« Chiunque, poi, viene nel nome del Signore, sia accolto. In seguito, dopo averlo messo alla prova, lo potrete conoscere, poiché avrete senno quanto alla destra e alla sinistra. Ma se colui che giunge è di passaggio, aiutatelo secondo le vostre possibilità; non dovrà però rimanere presso di voi che due o tre giorni, se ce ne fosse bisogno. Nel caso che volesse stabilirsi presso di voi e che esercitasse un mestiere, lavori e mangi. Se invece non ha alcun mestiere, con il vostro buon senso cercate di vedere come possa un cristiano vivere tra voi senza stare in ozio. Se non vuole comportarsi in questo modo, è uno che fa commercio di Cristo. Guardatevi da gente simile. »

(Didachè, cap. 12:1-5)

Raramente si fa uso di questi passi nei pulpiti di oggi quando si predica sul dare.

Con il V ed il VI secolo, la pratica della decima si stabilisce in tutta la Chiesa occidentale. Nell’VIII secolo, i governanti carolingi rendono la decima parte della legge civile.

Con il XII secolo i monaci, ai quali prima era stato proibito di ricevere decime mentre era loro richiesto di pagarle per poterne in parte godere, furono liberati dall’obbligo del pagamento. Sorgono così controversie sulle decime quando il popolo cerca di evadere il pagamento mentre altri cercavano di appropriarsi di queste entrate.

Le decime medioevali erano suddivise in prediali, dovute dai frutti della terra, personali, dovute dal lavoro; miste, dovute dal prodotto del bestiame. A loro volta queste ultime erano divise in grandi (derivate dal grano, dal fieno e dal legno) destinate al rettore o al curato della parrocchia; e piccole, da altre decime prediali, più le miste e le personali che andavano al parroco.

Il verso dantesco di elogio a San Domenico è di non aver richiesto le decime che sono dei poveri di Dio.

In Inghilterra, soprattutto nel XVI secolo e nel XVII secolo, la prescrizione delle decime era fonte di intensi conflitti, dato che la Chiesa di Stato per sopravvivere dipendeva dalle decime. I puritani inglesi ed altri volevano l’abolizione delle decime in favore di contributi volontari per il sostegno del clero. La questione delle decime, però, fa sorgere dispute senza fine ed amarezza, il che è concausa della Guerra civile inglese. Dopo la guerra civile, la decima legislativa sopravvive in Inghilterra fino al XX secolo.

Dalla fine del XVIII secolo e nel corso del XIX secolo le decime ecclesiastiche furono abolite nella maggior parte dei Paesi europei. In Francia la tassa fu abolita nel 1789, in Portogallo nel 1832, in Spagna nel 1841, in Irlanda nel 1871, in Italia nel 1887. In Inghilterra, nel 1836 la decima sui terreni fu convertita in un canone annuale da pagare alla parrocchia; nel 1936 la tassa fu abolita e sostituita da un’imposta annuale da versare allo Stato fino al 1996[2].

Oggi le legislazioni di alcuni Paesi europei prevedono l’esistenza di un’imposta ecclesiastica come la Kirchensteuer in Germania, che è pagata obbligatoriamente dai fedeli che sono iscritti negli elenchi di appartenenza alle religioni riconosciute dallo Stato. Altri Paesi prevedono invece il versamento alle religioni riconosciute dallo Stato di una quota del gettito fiscale in base alle scelte effettuate dai contribuenti, che in Italia corrisponde all’otto per mille.

 

E’ ora di ripulire questi patti che non sappiamo più di avere, così da tornare padroni della nostra energia, della nostra relazione con il denaro, e soprattutto del nostro rapporto con Dio, perchè la DECIMA può e deve SOLO andare a lui.

Io (nome e cognome) in qualità di uomo/donna adulto/a,

Chiedo che tutti i patti di DECIMA fatti in questa esistenza, e in tutte le mie precedenti incarnazioni
dall’inizio del tempo fino ad ora,
in ogni realtà, tempo, spazio e dimensione tra i tempi,
da me, dalla mia famiglia o dai miei antenati,
vengano onoranti nel passato ma sciolti ora e per sempre,
per me e per tutte le persone coinvolte,
affinchè tutte le parti vengano liberate da questo vincolo di decima,
nel nostro massimo bene supremo,
nel più alto e migliore dei modi,
e che vengano sciolte e cancellate tutte le conseguenze del patto,
in questa vita, in tutte le precedenti vite, e in tutte le vite future, mie e della mia famiglia
e che tutti i miei progetti e i miei guadagni
vengano liberati da questo debito con gli uomini
e tornino sotto la benedizione di Dio
con tutta la mia gratitudine.
Chiedo che questo venga fatto ora, per sempre e per l’eternità,
con l’aiuto dell’Arcangelo Michele.
Grazie
E’ fatto
E’ fatto
E’ fatto
Sono libero.
Questa liberazione dal patto di decima si può fare una volta sola se senti che ti arriva nel profondo, oppure ogni giorno, finchè non senti che qualcosa avviene in te.

Non sempre si è pronti a lasciare andare l’attaccamento alla povertà perchè per l’ego è un’identificazione potente.

Però ricorda che non liberi solo te stesso, ma anche tutte le persone coinvolte, la tua famiglia e i tuoi figli.
Forse, se ancora credi di non meritare la felicità, vale la pena rischiare di essere felice sapendo che lo fai anche per le persone che ami…

 

RITUALE ANTICHISSIMO PER CAUSARE LITIGI E SEPARAZIONI

Pubblicato 15/10/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

CARI AMICI, VI PROPONGO UN ALTRO ANTICO RITUALE PER SEPARARE UNA COPPIA CAUSANDONE FORTISSIMI LITIGI E QUINDI LA ROTTURA. 

QUANDO OPERARE:

MARTEDI IN LUNA CALANTE

OCCORRENTE:

  • Due fotografie: una per ognuno dei due membri della coppia che volete far litigare e dividere.
  • Ago e filo nero.
  • Una candela nera

PROCEDIMENTO:

  • Accendete la candela nera.
  • Mettete le due fotografie una contro il retro dell’altra (per intenderci: come se fossero una di spalle all’altra) e cucitele insieme.
  • Alzate la fotografia verso il cielo e recitate questa formula magica: “Spiriti potenti io vi invoco. Nabash Marubash. Tenia Niatek. Marubash Adararat. Infiamma le loro anime. Che non si possano più guardare negli occhi se non per odiarsi. Che litighino come pazzi. Nabash Marubash riempili d’odio. Tenia Niatek dividi il loro cuore. Marubash Adararat. Così io voglio e così sarà.”
  • Bruciate le due fotografie sulla fiamma della candela nera e recitate per undici volte queste parole magiche visualizzando la coppia in questione litigare tra loro e dividersi per sempre: “Nabash Marubash.”

 

buon lavoro.

BAGNI DIVERSI

Pubblicato 14/10/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

Bagno rilassante
1 cucchiaino di zucchero
1 manciata di camomilla
1 manciata di erba dolce
2 litri di acqua
Bollire tutto 5 minuti  lasciare raffreddare buttare dal  collo  in giù.

per combattere Ansia:
1 manciata di malva
1 manciata di erba dolce
1 cucchiaio di miele
Bollire tutto 5min raffreddare buttare  dal collo in giù.

x Depressione:
1 manciata di malva
1 manciata di rosmarino
1 manciata sale grosso
2 litri di acqua
Bollire le erbe far raffreddare lavarsi dal collo in  giù

xProsperità:
2 bastoncini di cannella
Petali di un garofano rosso
Petali di una rosa gialla
2 litri di acqua
Bollire tutto  far raffreddare buttare dal collo  in giù

xAngoscia
1 manciata di curcuma
3 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di miele
2 litri di acqua
Bollire tutto 5 minuti buttare  dal collo in giù

x poter Perdonare
3 foglie di mirtillo
3 foglie di menta
3 di rosmarino
2 litri di acqua
Bollire tutto  lasciate raffreddare buttare dal collo giù

x avere  coraggio per combattere una situazione
1 SPADA DI SAN GIORGIO TAGLIATA IN TRE
1 manciata di curcuma
1 rametto di  DI ROSMARINO
2 litri di acqua
Bollire tutto 5minuti lasciar  raffreddare e buttare dal collo  in giù

x tamponare la Sindrome del panico
1 manciata di malva
1 manciata di erba dolce
3 rametto di rosmarino
2 litri di acqua
Bollire tutto 3 minuti lasciar  raffreddare buttare dal collo in giu’

fattura di allontanamento (POTENTE SLEGAMENTO) BY ROSY

Pubblicato 01/10/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

 

 PER FAR LASCIARE DUE PERSONE – Questo rituale si chiama “Fattura del Terzo”. Per l’ appunto questo è un potente rituale di slegamento e serve per far allontanare due persone, insomma per costringere una coppia a sciogliersi.

GIORNO PROPIZIO: ULTIMO QUARTO DI LUNA

ORARIO: 22.OO

OCCORRENTE:

– 2 pezzi di carne di muscolo che pesino due etti l’uno
– 3 quadrati di carta ( di cui uno nero, uno bianco ed uno rosso)

– incenso di Venere

– la foto della persona amata
– tante spine di rosa

– tanti spilli con il cappuccio color nero

– Incenso di Saturno

NOTA BENE: TUTTO L’ OCCORRENTE DEVE ESSERE PROCURATO NELL’ ULTIMO QUARTO DI LUNA, MEGLIO SE IL GIORNO STESSO DEL RITUALE

procedimento:

Prendete i 3 quadrati di carta e metteteli accanto voi, il primo che verrà utilizzato è quello di colore bianco dove scriverete con dell’inchiostro nero il nome e cognome del terzo incomodo per 3 volte.
Sul quadrato nero scrivete con dell’inchiostro di colore bianco il vostro nome, 3 volte.
Nel quadrato rosso scrivete in bianco sia il vostro nome sia quello della persona da voi amata. Sempre per 3 volte.
A questo punto si prende il quadrato rosso e quello nero e si espongono ai fumi dell’incenso di Venere ( se non ne disponete bruciate muschio e foglie di rosa ) e ripetete i nomi scritti all’interno dei due quadrati.
Prendete adesso la foto dell’uomo o donna che voi amate e esponete anch’essa ai fumi dell’incenso Venusiano e trafiggete la foto all’altezza del cuore della persona con una spina di rosa e dite queste parole:

“ Creatura spinosa, 
spina di rosa. 
Che questo cuore ( nome dell’amato/a ) 
ritorni a chi lo invoca con questa prosa! ”.

Adesso prendete uno dei due pezzi di carne e in mezzo deponete sia i due quadrati ( quello nero e quello rosso ) più la foto della persona amata e ripiegate la carne su se stessa e sigillate il tutto con delle spine di rosa.

Ora si prosegue con il quadrato bianco dove c’è scritto il nome del terzo incomodo e lo si espone ai fumi dell’ incenso saturniano dicendo le seguenti parole:
“ ( Nome del rivale ) possa tu separarti 
e allontanarti da ( nome della persona amata ). 
Come il sangue esce 
dalle tue vene aperte “.

Quindi deponete nel mezzo dell’altro pezzo di carne questo quadrato bianco, ripiegate la carne come avete fatto precedentemente e questa volta sigillatela con degli spilli con la testa di colore nero, più spilli possibili.

A questo punto, andate in un cimitero e seppellite il pezzo di carne con la foto accanto ad una tomba di donna. Mentre lo sotterrerete recitate quanto segue:
“ Quando questa carne marcirà, 
il tuo corpo e il tuo cuore 
a ( vostro nome ) ritornerà 
( nome della persona amata ) che non possa 
vivere lontano da ( vostro nome ) 
finchè tu non tornerai, 
non conoscerai pace né bene,
avrai soltanto dolore, avrai soltanto pene “.

Poi recatevi su un’ altra tomba lontana, seppellite l’ altro pezzo di carne con il nome del terzo incomodo e dite quanto segue:
“ Quando questa carne marcirà 
( nome del terzo incomodo ) nella terra ti dissolverai e 
lontano da ( nome della persona amata )  
per sempre rimarrai “.

Tornatevene a casa e attendete circa 3 settimane, non ci vorrà molto per far sì che la persona amata ritorni da voi.

💧COME CONSACRARE L’ACQUA💧

Pubblicato 24/09/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

 

essere strega non è un lavoro ma bensì uno stile di vita, quindi questo è solo un modo di Consacrare l’Acqua

A cosa serve l’Acqua Consacrata?
Con l’acqua consacrata si può fare praticamente tutto.
Si usa nei riti, si usa per benedire, per purificare, per proteggere.
Bastano poche gocce nell’ acqua per lavare i pavimenti, i mobili, la macchina, gli oggetti.

occorrente:
Acqua di fiume o piovana
Bicchiere di vetro
3 pizzichi di Sale grosso

procedimento:
Far bollire l’acqua per qualche minuto e poi lasciatela raffreddare.
Versate l’acqua nel bicchiere, tenete le mani sopra di esso dicendo:
“Io ti libero, o creatura d’acqua, da ogni negatività,
visibile e non visibile, e ti benedico nel nome dell’Energia Universale”
Prendete il sale e dite
“Io ti libero, o creatura del sale, da ogni negatività,
visibile e non visibile, e ti benedico nel nome dell’Energia Universale”
Versate il sale nell’acqua e mescolate tre volte in senso orario dicendo
“Pulisco e consacro quest’acqua, possa
questo liquido esaltare e purificare tutto ciò che tocca,così sia!
Lasciate l’acqua sotto i raggi della Luna Piena tutta la notte.

occhio di bue (castagne) per eliminare negativita’

Pubblicato 16/09/2019 da cartomanziaeritualibyrosy

 

“L’occhio di bue” viene usato nelle case insieme al sale grosso per scongiurare le energie negative.
Di solito è usato come amuleto contro l’invidia e il “malocchio” e contro la negatività che può essere inviata da terzi a casa nostra.

Come usarlo:

1- Può essere usato all’interno di una borsa di stoffa nera, che dovrebbe essere sempre con la persona. Nella borsa puoi anche aggiungere un po ‘di sale marino, un po’ di ruta e un po ‘di rosmarino.

2- A casa, può essere messo in un bicchiere d’acqua, fungendo così da “allarme” preventivo. Di solito quando il seme esplode, è segno che qualcuno ha inviato energie negative contro la casa o i suoi abitanti. Se l’acqua nel bicchiere diventa nera o di colore scuro, è un segno che la negatività in questione è forte e distruttiva.

3- A casa, il seme può anche essere collocato in una piccola borsa di stoffa nera e appeso dietro la porta d’ingresso, oppure può essere sparso in tutta la casa.

proteggiamoci…vi abbraccio, ROSY.

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